Centro Artistico di Baia Mare


CENTRO ARTISTICO DI BAIA MARE. IDENTITA’ PAN EUROPEA ED EVOLUZIONE STORICA IN ITINERE.

Dr. Tiberiu Alexa

 Città dei pittori. L’immaginario collettivo, tanto nazionale quanto straniero, circa la città di Baia Mare ha fatto si’ che questa diventasse a tutto titolo la città dei pittori. Tale immagine cosi’ simbolica è la conseguenza di un complesso (1) processo evolutivo durato più di un secolo. Conseguentemente il movimento artistico della città si è sviluppato sulle strutture istituzionali le cui funzioni si muovono continuamente tra presente e passato, tornando indietro nel tempo fino allo stesso atto di fondazione del 1896 ad opera di Simon Hollosy. Durante i 115 anni di esistenza, Baia Mare ha visto susseguirsi 4000 artisti provenienti da ogni parte d’Europa e da ogni ambito artistico (scultori, pittori, grafici, designers…) che hanno contribuito a rendere ricco e variegato il patrimonio artistico della città, sebbene sia stato l’aspetto visuale e dunque pittorico ad emergere, cosa che ha reso Baia Mare un caso eccezionale.

Munchen, scuola di pittura di Simon Hollosy 1890 circa

Nello spazio della Romania, il centro artistico di Baia Mare è unico, l’unico altro caso simile è in Ungheria, dove i centri artistici di Szolnok, Kecskemet e Szentendrehanno le medesime funzioni sociali e culturali. Ovviamente il fatto non è casuale, ma dovuto ad una filiazione diretta tanto diretta quanto dovuta ad una costante comunicazione tra i vari centri. Il fatto di essere la prima colonia artistica ha reso Baia Mare un centro di attrazione e di riferimento degli altri centri : Szolnok (1902), Kecskemet (1909-1912 ) e Szentendre (1925-1928). Questo ha determinato una sorta di tradizione culturale comune che ha anche favorito una maggiore mobilità di informazioni e di ricambio di artisti.

Baia Mare, La piazza antica 1869 circa

Credo che questo approccio contenga in sé significati importanti. A livello regionale questa situazione permette un scambio continuo di conoscenze, tanto attuali quanto storiche, a livello globale, ci aspettiamo che l’esposizione permanente Centro Artistico di  Baia Mare – tradizioni e rinnovi invii un messaggio coerente e fermo riguardante la vitalità del centro artistico di Baia Mare: una delle colonia di artisti più longevo d’ Europa.

 Il Centro Artistico di Baia Mare – strutture identitarie. L’inizio della colonia artistica di Baia Mare nel 1896 (2) e la conseguente fondazione del Centro Artistico (3) ha fatto da trampolino di lancio per alcuni processi di ristrutturazione istituzionale che hanno poi generato impulsi favorevoli allo sviluppo  dell’ambiente artistico della Transilvania (4). Ora il Centro Artistico di Baia Mare Artistico merita un approccio dal punto di vista delle sue funzioni complementari che sono le seguenti: centro alternativo e fornitore di competenze professionali.

Baia Mare, pittori della colonia di Simon Hollosy in plein air, 1900 circa

La funzione di «centro artistico alternativo». Durante la ricerca di risposte convincenti riguardo l’identità di Baia Mare come scuola, colonia o Centro Artistico, anni fa ho scritto queste osservazioni preliminari: ‘Il dilemma non è nuovo. O almeno si può notare che ha rappresentato di volta in volta un tema di riflessione storiografica. Nel 1966, Kampis Antal aveva raggiunto la conclusione che i coloni del gruppo Hollosy “stabiltisi nel 1896 e da quel momento Baia Mare è rimasta la sede di un gruppo e di una scuola di pittori, un centro d’arte permanente.” (5)[…]  Anche se espressa in maniera diversa, l’idea riemerge agli inizi degli anni ’70 grazie a Raoul Sorban in uno studio dal titolo Il Centro d’Arte di Baia Mare.(6) […]

Munchen, Glaspalast

La questione riguarda il principio del campo della geografia artistica e risiede nello stabilire se si tratta di uno spazio culturale satellitare (7), una periferia, o uno spazio auto-strutturato. Secondo le mie ricerche Baia Mare deve essere identificato come un centro artistico autonomo:
a)l’esistenza di uno statuto che lo definisce non periferico(8);
b) la struttura e il funzionamento dei propri istituti specializzati che hanno contribuito a far acquisire a Baia Mare un’identità significativa e una costante capacità di assorbimento di risorse umane esterne(9);
c) la capacità di esportare il proprio del know-how(10) ;

d) l’impatto generato tanto verso l’interno quanto verso l’esterno (11).

Baia Mare, edificio della scuola libera di pittura, 1916

Anche se può essere arricchita e amplificata, penso che la mia precedente opinione mantenga ancora la sua vitalità: […] Baia Mare può e deve essere definito come un vero centro artistico in completa armonia con Enrico Castelnuovo e Carlo Ginzburg “un luogo caratterizzato dalla presenza di un numero significativo di artisti e importanti gruppi di avventori … pronti a investire una parte della loro ricchezza in opere d’arte che …” e “… dotato di istituzioni volto a formare, promuovere artisti e distribuire le loro opere d’arte.” Sempre in accordo con i due saggisti, dobbiamo anche notare che è trascorso più un secolo da quando a Baia Mare è emersa “… un pubblico molto più ampio di quello costituito dai loro stessi clienti; un pubblico che, lungi dall’essere omogeneo, vale la pena di dividere in gruppi, tutti dotati di abitudini di percezione propria e propri criteri di valutazione che potrebbe essere tradotti in specifiche aspettative e richieste” (12).

Baia Mare, Collina della croce e valle di Sasar nel 1920

Iniziato nel 1896, il processo di strutturazione dell’identità del centro artistico può essere percepito come completamente cristallizzato non oltre il 1924 con il riconoscimento giuridico dello Statuto della Società Pittori di Baia Mare da parte della Corte di Satu Mare.

Rispetto alla sua prossimità geografica con gli altri centri culturali con cui ha stabilito rapporti il centro artistico di Baia Mare puo’ essere definito anche attraverso le seguenti funzioni:
a) a livello orizzontale bisogna riconoscere la funzione polarizzante di risorse umane professionalmente specializzate;
b) a livello nazionale / statale la sua funzione di centro alternativo e di dialogo con i centri metropolitani (Monaco di Baviera, Budapest, Parigi, Bucarest) e / o centri regionali (Cracovia, Odessa, Cluj, Szolnok, Kecskemet, Balcic, Szentendre, Iasi, Timisoara); ma anche centro di esportazione di risorse umane professionalmente specializzate;

c) a livello transnazionale la sua funzione principale di partner nei processi di assorbimento creativo e rimodellamento delle matrici culturali ed estetiche.

Budapest, nuovo palazzo dell'arte

Che tipo di centro? La risposta a queste a domanda molto naturale continua ad essere la atipicità del del fenomeno Baia Mare. Partendo dall’impulso iniziale di esplorazione, il movimento artistico di Baia Mare è rapidamente diventato da sé il principale elemento di evoluzione artistica. Da condizione di area satellite orbitante intorno al suo centro di riferimento (Monaco), Baia Mare é passata ad area di attrazione a livello transnazionale.

Baia Mare, Janos Thorma e i giovani studenti rumeni della colonia nel 1920

Fornitore di servizi educativi e professionali per lo sviluppo delle competenze. In questo quadro, la posizione del centro di Baia Mare nel campo delle arti visive della Transilvania era e resta atipica, caratterizzata da un particolarismo unico.
Da un lato, il centro ha svolto per lungo tempo la funzione di centro di istruzione superiore accademica: come centro individuale fino al 1924 e, insieme con la Scuola di Belle Arti di Cluj (1925-1933), poi con la Scuola di Belle Arti di Timisoara (dopo il trasferimento della scuola di Cluj: 1933-1941). Dopo il 1950, la funzione educativa è stata affidata al sistema statale: in primo luogo (e con due interruzioni) a livello di istruzione scolastica, poi, a partire dal 2000, (con il Dipartimento di Belle Arti dell’Università del Nord) a livello accademico  accanto a università statali, come Timisoara, Cluj-Napoca, Sibiu e Oradea.

Baia Mare, Hotel Steven nel 1930

Il centro di Baia Mare ha fornito ad altri centri artistici metropolitani e locali le proprie risorse umane (reclutate all’interno della propria entroterra). Le risorse umane di cui parliamo hanno subito una doppia fornazione professionale, prima preliminare poi completo (almeno tra 1896-1930, e dal 2000) e, successivamente, la loro promozione è stata lanciata sui mercati regionali, nazionali ed europei (13). Solo una valutazione statistica dell’evoluzione del centro artistico può fornire certezze basate sul rigore scientifico di valori quantitativi. Tra il 1896-2008 si nota la presenza di 6092 coloni registrati con una presenza media annua di 53,9 tra alunni, studenti e artisti. Indubbiamente la loro ripartizione reale indica evidenti valori irregolari.

Il grafico sopra indica la successione di sei cicli distinti e tre tipi di processi di evoluzione: tre in aumento – a (1896 ¬ 1925), c (1956-1979) ed f (1990-2008), due di regressione – b (1926-1935) ed e (1980-1989) e un processo di relativa stagnazione ad un livello vicino alla soglia critica – c (1936-1955). Questo grafico serve, in primo luogo  a spiegare l’origine e la natura della regressione registrata tra il 1927-1956 le cui statistiche indicano valori di una crisi duratura. Possiamo quindi a pieno diritto parlare di fonti bivalente, sia istituzionali e culturali, di questa crisi.
Il gruppo di fattori istituzionali ha agito sul medio termine. Le pressioni esercitate sul centro di  Baia Mare scaturivano dal proprio stato di crisi che durò per alcuni decenni. Il motivo di riabilitazione dopo il 1957 é stato il sistema di istruzione, la capacità di stimolare i singoli artisti e la promozione diretta di alcuni programmi speciali. La fine della crisi attraverso questi meccanismi rimane uno dei principali argomenti in contraddizione con l’ipotesi di una frattura storica dell’esistenza centenaria del centro di Baia Mare (14). C’è ancora, una discontinuità. Una discontinuità che non incide sul funzionamento delle strutture istituzionali, ma la pratica l’arte stessa. Secondo tutte le testimonianze, questa discontinuità è nata sullo sfondo della profonda crisi del modello culturale che Baia Mare ha subito tra il 1926 e il 1965 poi, lentamente, cristallizzatosi. La naturale conseguenza fu l’emarginazione della cosiddetta “pittura paesaggistica” e l’emergere di un modello più intellettuale, ispirato alla tarda avanguardia e al  postmodernismo.

Fornitore delle competenze professionali in grado di generare un mercato di beni simbolici. Le radici delle professionalità artistiche locali, alle quali hanno contribuito sia coloni locali che residenti, sono stati impostate tra 1880-1900 attraverso le sessioni di formazione accademica e le carriere dei primi centri artistici europei come Monaco di Baviera, Parigi, Budapest e Madrid, da Simon Hollosy, Janos Thorma, Istvan Nagy Reti e Zsigmond, Karoly Ferenczy, Bela I. Grunwald, Pal Benes e Cesare Joachim Herrer. Jeno Maticska sarebbe diventato il primo artista locale interamente istruito presso i locali del centro artistico di Baia Mare e anche il suo primo esponente. Il successivo gruppo di artisti era legato alle avanguardie parigine: Tibor Boromisza, Sandor Ziffer, Sandor Galimberti e Csaba Vilmos Perlroth. ‘Al gruppo francese’ si é poi aggiunto quello tedesco (Monaco, Berlino). Il ruolo principale spetta a Budapest che, fino al 1918, è riuscita a polarizzare la grande maggioranza di artisti: Janos Krizsan, Andras Mikola, Erik Bienerth, Jakab Zoltan, così come i tre fratelli Ferenczy – Valer , Noemi e Benjamin. Un caso speciale, in qualche modo simile a quello di Maticska è quello di Alexandru Duma (prematuramente scomparso sul fronte Galitian).

Baia Mare, Janos Krizsan e i giovani studenti ungheresi della colonia nel 1942

Appartenti, anagraficamente parlando, alla generazione precedente, altre tre personalità importanti hanno lasciato un’impronta su Baia Mare: Dimitrie N. Cabadaief (educato a Sofia e Venezia), Grigore Negosanu (educato e attivo a Bucarest, Monaco e Parigi) e Hans Mattis Teutsch. Una “seconda ondata” – composta da due avantgardisti e tradizionalisti è stato “forgiata” durante gli anni 1913-1925 – in alternativa nei centri metropolitani d’arte di Budapest, Bucarest, Parigi e in Baia Mare, dove nomi come Eugen Pascu, Sarah Egly, Florian Gheorghe, Istvan Boldizsar, Sandor Szolnay, David Jandi, Traian Biltiu-Dâncus, Tasso Marchini, Oszkár Nagy, Vincent Korda, Gizella Dômôtôr SI Hugo Mund, József Klein  hanno successivamente trovato il loro posto negli ambienti artistici nazionali ed europei. Gli anni ’30 hanno portato avanti gli artisti locali quali Gheza Vida, Lidia Agricola e Constantin Dipse e Peer Merloe (cittadino danese naturalizzato in Romania) e sua moglie, l’artista arazzo Didie Merloe, Petre Abrudan, Janos Kmetty, Antonia Csikos, mentre il nuovi artisti del periodo 1940 – 1944 sono stati Ivan Szilard, François [Ferenc] Gallo e Janos Pirk. Anticipata dal numero crescente di artisti a livello locale istruiti, nei decenni sesto e settimo, negli ambienti accademici di Cluj e Bucarest (Alexandru Sainelic, Agoston Vésô, Traian Hrisca, Mircea Hrisca, Mihai Olos, ecc), una nuova tendenza al rialzo segna l’assorbimento di nuovi gruppi di artisti residenti.

 

Baia Mare, Lidia Agricola e I giovani studenti della scuola nel 1950

Inoltre, la fine della crisi, la successiva integrazione delle tarde avanguardie e l’emergere dei valori postmoderni sono per lo più il risultato di questo importante contributo umano. Così, la generazione degli anni ’50 ha portato avanti nomi come József Balla, Dudas Gyula, Gheorghe Chivu, Paul Erdos, Zoltan Bitay, Ida Mayer – Grumaz e Walter Friedrich ed è diventata la “generazione del disegno”. La generazione degli anni “60 ha avuto artisti del calibro di Nicolae Apostol, Ilie Câmârâsan, Traian moldavo, Ion Sasu Carol Kondrak e Gabor Toros (che in qualche modo è diventata la nuova “generazione della scultura”). Il trend di crescita ha raggiunto un livello massimo negli anni ’70: Gheorghe Craciun, György Madarassy, Gheorghe Makkara, Bertalan Kovacs e Alexandru Szabo, Mircea Bochis, Kadar Karoly, Andras Szanto, Judit Craciun, Laszlo e Edith Lugossi e con quelli della generazione degli anni ’80: Aurel Dan, Péter Hutira, Dorel Petrehus, Vasile Cornestean, Istvan Magyar, Cristina Pârvulescu-Cucu, Ioan Marchis e Ioan Anghel Negrean, Nicolae Suciu, Mihai Pamfil, Mario e Lucia Atanase, Dan Dociu, Sandor Attila József, Aurel Cucu, Rozalia Suto – Péter, Viorel Nimigeanu, Christian Stroe. Infine, il periodo dei due decenni post-comunisti ha portato un sostanziale “ringiovanimento” con nomi di riferimento come Marcel Stanciu, Marius Muresan, Laura Ghinea, Barbu Craciun, Csaba Győri, Valer Sasu, Valentin Itu, Dorel Topan e Mihai Ciplea.
Per finire, con una conclusione aperta e sulla base degli argomenti precedentemente espressi, possiamo sostenere l’affermazione che, in un quadro più ampio della Transilvania, il centro artistico di Baia Mare è stato ed è ancora uno dei più attivi volti a stimolare la moderna e contemporanea vita artistica. Oggi lil centro sta vivendo una rinascita spettacolare, il cui ideale è una comunicazione Pan-Europea. La mostra permanente Baia Mare Centro Artistico-tradizioni e rinnovi, tiene a precisare alcuni riferimenti reali riguardanti i processi di comunicazione e la continua evoluzione del centro artistico di Baia Mare.

NOTE

(1)Per maggiori informazioni ci si riferisca all’analisi piu’ dettagliata e le argomentazioni di Tiberiu Alexa, “O incursiune neconventionala in istoria Centrului Artistic Baia Mare” di Tiberiu Alexa, Traian Moldovan, Mihai Musca, Centrul Artistic Baia Mare. 1896-1996. Expozitie organizata de Muzeul de Arta Baia Mare cu sprijinul Guvernului Romaniei. Pagine 7-51

(2)Per un repertorio bibliografico piu’ ricco, soprattutto per l’area ungherese, per un riesame riguardante la fondazione e l’evoluzione della colonia artistica di Baia Mare si consideri il volume edito da Geza Csorba, Ggyorgy Szuc e altri, Nagybanya muveszete. Kiallitas a nagybanyai muvesztelep alapitasnak 100. evforduloja alkalmabol. Die Kunst von Nagybanya. Ausstellung zur Hundertjahrfejer der Grundung der Kunstlerkolonie von Nagybanya. Magyar Nemzeti Galeria 1996, 14 Marzo-20 Ottobre, Ungarische Nationalgalerie, 1996 [catalogo]

(3)Cfr. Alexa 1996, p. 7-120

(4)Cfr. Tiberiu Alexa, Baia Mare-Scoala, Colonie sau Centru artistic? Tesi di dottorato, “Babes-Bolyai” Universita’ degli Studi di Cluj- Napoca, 1998.

(5)Antal Kampis, The History of Art in Hungary, London-Wellinghborough, 1996, p.289

(6)Raoul Sorban, “Centrul de arta de la Baia Mare”, in Centenar muzeal oradean, Muzeul Tarii Crisurilor, 1970.

(7)Vedi Alexa 1996, p. 37;82.

(8)Ibidem

(9)Ibidem, p.38;82. Per maggiori dettagli vedi anche Tiberiu Alexa, “ Centrul Artistic Baia Mare (1896-2007).

(10)Vedi Alexa 1996, p 38;83; per dettagli vedi anche p.15-34;61-77

(11)Ibidem

(13)Specialmente nell’area centrale, sud est e est dell’Europa

(14)Dal 1990, alcuni storiografi ungheresi e soprattutto Jeno Muradin di Cluj stanno impiegando le loro energie editoriali (tralatro discutibili) per certificare e promuovere l’idea della fine del centro artistico di Baia Mare con la fine della seconda guerra mondiale e la fine degli effetti generati dal secondo Vienna Award del 1940.

Translated by Sarra Errico,

volunteer at «Baia Mare Artistic Center» Museum of Art.

(in the partnership agreement signed with  Team for Youth Association)

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